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Sentiero Clavarezza-Cerreta

TIPO DI ITINERARIO: Escursione.

DIFFICOLTA’: E, nel tratto senza segnavia EE.

PERIODO CONSIGLIATO: Ottobre-Giugno. Da evitare nelle calde giornate estive per alcuni tratti fuori bosco.

LOCALITA’ DI PARTENZA: Clavarezza.

ESPOSIZIONE: Per la maggior parte a Sud-Sud Est.

TEMPISTICA E LUNGHEZZA: tra 1 ora e 30 e 1 ora e 45 minuti; chilometri 4,5 circa.

COME ARRIVARE: Dal casello dell’autostrada A7 di Busalla seguire le indicazioni per Casella e poi per Valbrevenna. Poco prima di arrivare alla località capoluogo del comune di Valbrevenna, Molino Vecchio, prendere il bivio indicato per Clavarezza che sale a sinistra. Dopo circa tre chilometri si arriva all’ampio piazzale-parcheggio di Clavarezza.

cartina

La cartina dell’anello

SVOLGIMENTO

Si tratta di un bell’anello che unisce Clavarezza e Cerreta, due borghi della media-bassa Val Brevenna, tramite caratteristiche e storiche mulattiere.

Partendo dalla piazza-posteggio di Clavarezza (811 metri), si segue il segnavia FIE “cerchio barrato giallo”, in direzione ovest, entrando nel carruggio principale del borgo, lasciandosi alle spalle i caratteristici abbeveratoi e il piazzale della chiesa parrocchiale di San Michele.

Seguendo il suddetto segnavia si arriva al centro del paese, dove la stradina inizia a scendere per arrivare alle ultime case, nei pressi di un bivio dove si trovano due cartelli in legno: seguendo il “cerchio barrato giallo” a destra, si procede verso Caserza e Nenno, mentre la direzione che si deve prendere per continuare l’anello in senso orario, è a sinistra (cartello “Cerreta via bosco della Scabbia di sotto”).
La mulattiera che procede in discesa è priva di segnavia, ma sempre evidente; si supera un pontetto su un piccolo riale e si perde quota man mano che si scende.

fotobivio

All’andata prendere a sinistra, in discesa

Il sentiero arriva quindi ad attraversare una fascia (Mei Rosso), dove la traccia è abbastanza calcata e sempre ben visibile. Si passa nei pressi del traliccio dell’elettrodotto, fino al termine di questa lunga fascia, dove si deve svoltare a destra. Il sentiero quindi ridiscende il costone tra imponenti muri terrazzati e, superando un’innocua franetta, si procede sempre perdendo quota in maniera costante, in direzione del rumoreggianti acque del Rio della Scabbia.

Prima di raggiungere il rigoglioso ruscello, sotto al sentiero, sulla sinistra, si intravedono i ruderi di quello che fu un casone con annessa cisterna per la raccolta dell’acqua piovana: si tratta del Cason do Beppin, dove l’acqua immagazzinata nel recipiente veniva utilizzata per la produzione della soluzione a base di verderame spruzzata sulle splendide vigne di Nebbiolo un tempo qui coltivate.
In proposito, vale la pena aggiungere come questi sentieri costituenti l’anello, erano le vie principali del commercio del vino prodotto nei vigneti dei vicini paesi di Carsassina, Casottino, Cerreta e anche Clavarezza, trasportato nelle otri di pelle di capra a dorso dei muli, da commercianti provenienti per lo più dai Campassi e da Berga.

CasunBeppin

Particolare della cisterna del Cason do Beppin

Tornando al sentiero, si superano i resti del Cason do Beppin e si arriva in breve al rio della Scabbia, con i suoi laghetti e cascate da cui ridiscende un’acqua pura e cristallina. Guadato facilmente il ruscello, si risale lungo il sentiero e si entra nel castagneto della Scabbia di sotto.

L’itinerario prosegue completamente in piano, immersi in uno splendido bosco. Si incontrano, sempre sulla sinistra e sotto il sentiero, i resti di due casoni, dove il secondo, il Casone della Rugnetta, conserva la nomea per una sinistra leggenda.

RioScabbia

Un laghetto del rio della Scabbia

Si arriva quindi ad uscire dal castagneto, non prima di incontrare una cascina un tempo utilizzata per l’immagazzinato del fogliame secco, a cascinn-a da Costa.
Subito dopo la cascina, si arriva ad un importante bivio, segnalato con frecce direzionali: si incontra infatti il Sentiero Quotazero 3, contraddistinto dal segnavia “tre palle gialle a triangolo su sfondo bianco”, che salendo dalla Cà arriva alla sommità del monte Proventino. Giunti a questo importante incrocio, occorre seguire proprio il segnavia del Quotazero 3, il “tre palle giallo”, in direzioni di Cerreta.

Il sentiero continua totalmente in piano, con belle visuali sul Casottino, il corso del Brevenna e Frassinello, fino ad arrivare in breve alle prime case di Cerreta (656 metri).

Cerreta

Scorcio di Cerreta: Cà du Luensu

Si segue sempre il medesimo segnavia (tre palle gialle) che, attraversando Cerreta, porta nei pressi di un punto molto panoramico oltre il piccolo borgo, poco prima di un cancelletto in legno, da cui si può vedere buona parte della vallata, dalla cima dell’Antola fino, in particolari giornate, il mare.
Si oltrepassa il cancelletto e si rientra subito nel bosco, dove il sentiero sale con una dolce ma costante salita, in continue serpentine. Appena dopo l’ultima di queste, si stacca una evidente traccia alla nostra destra, che porta nei pressi dei ruderi di quella che fu una minuscola frazione della Valle nel passato: Villa Reggiardi, o Cason di Reggiardi, abitata tra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX secolo.

Tornando al sentiero, si arriva nei pressi di un altro importante bivio, anche questo segnalato con frecce direzionali, il bivio del Tu (730 metri), dove si ritrova il “cerchio giallo barrato”, che proviene da Nenno-Caserza e si snoda verso Clavarezza.
Al bivio del Tu è possibile ammirare l’omonima cascina, attrezzata di panchina e con un quaderno di passaggio dove annotare i propri pensieri o lasciare un semplice saluto.

CascinaTu

La cascina del Tu

Dal bivio appena indicato, occorre procedere alla nostra destra seguendo il doppio segnavia “tre palle giallo” e “cerchio giallo barrato”. Il sentiero, correndo sempre in falso piano in un bel bosco ceduo, porta nei pressi di ulteriore bivio, dove il segnavia tre palle giallo devia in direzione del monte Proventino.
Per completare l’anello si deve ignorare questa deviazione, e proseguire dritti lungo il “cerchio barrato giallo”, il quale, abbandonato il bosco ceduo, ritorna in un castagneto, il castagneto della Scabbia di sopra. Sempre in piano, si attraversa un piccolo ruscello (che segnava il confine delle comunaglie appartenenti alla Cerreta da quelle di Clavarezza) e si arriva a scendere nuovamente per incontrare il rio della Scabbia.

Si supera il ruscello, se ne incontra un altro, e dopo pochi minuti un altro ancora: qui il sentiero prosegue su una bella scalinata costituita da terrapieni e paletti in legno, la quale agevola e di molto il superamento del costone franato. Con l’ausilio di una corda, si supera una semplice salita e proseguendo in piano, si arriva nel pianoro di Canneviedde, dove si possono ammirare due meli di grandi dimensioni, nonché tutta una serie di alberi da frutta di antiche varietà (pere, ciliegie, susine etc).
Il sentiero prosegue sempre in falso piano ripassando nei pressi di un traliccio dell’elettrodotto e sbucando in una bella fascia (Vignè), con splendida posizione panoramica sulla bella Clavarezza. Questa è una zona particolarmente interessante: non è difficile infatti riuscire a scorgere daini e caprioli pascolare.

 

Clavarezza

Panorama di Clavarezza

Siamo per tanto praticamente arrivati: si supera la fascia, si piega in direzione Clavarezza, si oltrepassa il piccolo rio e si arriva esattamente al primo bivio osservato all’inizio; si continua a seguire il segnavia “cerchio barrato giallo”, rientrando nel carruggio principale del borgo, per ritornare presso la piazza-parcheggio, concludendo così l’anello.

NOTE

Si tratta di un anello molto interessante, che porta a scoprire un angolo di vallata ai più sconosciuto, ideale da percorrere come gita di mezza giornata. Inoltre fornisce la possibilità di creare varianti che permettono di costruire diversi itinerari proprio partendo da questo anello (ad esempio la salita alla panoramica cima del Proventino, da Clavarezza, oppure seguendo il sentiero Quotazero 3).

Nel complesso è da considerarsi come un itinerario facile, privo di un significativo dislivello, adatto a tutti.

Buona passeggiata!

 

 

 

 

 

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